Assistere in questi giorni allo spettacolo di sindaci e amministratori locali che "si strappano le vesti" per le condizioni della linea ferroviaria Novara-Varallo sarebbe comico, se non fosse tragico per i cittadini della Valsesia e del novarese.
Il PCI denuncia l'ipocrisia di una classe politica di centro-destra che, pur controllando l'intera filiera istituzionale — dal Governo nazionale alla Regione Piemonte, fino alle Province — gioca oggi il ruolo della vittima per pure ragioni elettorali. Gridano contro Roma o Torino dimenticando che ai tavoli del potere siedono i loro stessi camerati di partito.
Non servono interventi parziali. Sostituire tratti di traversine solo per garantire il transito dei treni merci o il passaggio sporadico dei treni storici è un insulto al territorio.
Questa linea deve tornare a essere la spina dorsale della mobilità popolare.
La nostra proposta: Ferrovia leggera ed elettrificazione
L’elettrificazione della linea è l’unica strada per abbattere i costi di gestione, oggi insostenibili a causa dell'uso di vecchi locomotori diesel inquinanti e onerosi. In un territorio caratterizzato da neve, intemperie frequenti e nebbia, la ferrovia garantisce una sicurezza che il trasporto su gomma non potrà mai offrire.
Memoria storica contro menzogne
Il PCI ricorda alla cittadinanza che la chiusura della linea non è stata un incidente, ma un disegno preciso. Già anni fa, il gruppo comunista in Provincia aveva denunciato il sabotaggio sistematico del servizio: orari volutamente sfalsati, coincidenze impossibili e treni soppressi per rendere la linea inutilizzabile da studenti e lavoratori, creando così il pretesto per il taglio dei rami definiti "secchi".
Rilancio turistico e diritto al trasporto
La nostra visione non cambia: serve una completa ristrutturazione della linea che serva i pendolari e, al contempo, diventi volano per il rilancio turistico della splendida Valsesia. Ma il turismo non regge senza una base di servizio pubblico efficiente per chi in queste valli vive e lavora ogni giorno.
Il "teatrino" mediatico previsto per il 24 gennaio, in cui gli amministratori locali sfileranno sul treno storico per inscenare un movimento di riapertura, ricorda la commedia di Shakespeare “Molto rumore per nulla”. Con una differenza sostanziale che in questo caso, il lieto fine orchestrato da chi "se la suona e se la canta" appare assai improbabile.
La responsabilità di non aver progettato né messo in cantiere quest'opera ricade su chi ha gestito i finanziamenti. Non avendo sfruttato i fondi del PNRR (che prevedevano un 40% a fondo perduto), ogni prospettiva futura svanisce, poiché la capacità di investimento pubblico è ormai ridotta ai minimi termini.
Inoltre, va ricordato ai sindaci che la Legge di Bilancio, che ha riportato il deficit entro il 3% per chiudere la procedura d'infrazione, prevede tagli netti ai finanziamenti statali per la rete ferroviaria. Persino le opere già in cantiere rischiano il ridimensionamento. Questo rientro del deficit non è frutto di "buona amministrazione", ma serve a finanziare il riarmo europeo senza violare i vincoli di bilancio dell'UE.
Nei piani del governo ci sono cannoni e stipendi per i generali, non ferrovie e salari per i lavoratori. Il PCI continuerà a vigilare e a lottare al fianco dei cittadini contro la politica delle promesse elettorali e dei "pianti" di chi, avendo il potere di agire, ha preferito restare a guardare.
Partito Comunista Italiano
Federazione di Novara